Dietro il programma degli F-35 non ci sia un altro ‘caso India’? E’ un dubbio che comincia a diventare una preoccupante certezza per due ragioni. La prima è che la politica, quella che è stata in Parlamento e che ha sostenuto il governo Monti non ha voluto rinunciare a questo programma il cui costo è di 15 miliardi di euro nemmeno durante una crisi economica feroce che ha messo in ginocchio le famiglie, i pensionati, i giovani, i precari e le piccole e medie imprese. Quante cose si sarebbero potute fare con questi 15 miliardi? Di sicuro si sarebbe potuto investire in scuola, sanità, trasporti pubblico creando nuovi posti di lavoro e realizzando opere utili per il paese.
La seconda è che questi F-35 sembrano essere gli aerei di Fantozzi: cadono letteralmente a pezzi. Prima, qualche settimana fa, abbiamo letto che se investiti dall’elettricità di un fulmine rischiavano di esplodere. Ieri, invece abbiamo appreso che il Pentagono ha deciso di bloccare i voli di tutti i prototipi per problemi al motore. Il buon senso avrebbe voluto che il governo italiano facesse come quello canadese dicendo: ci siamo sbagliati e non vogliamo più comprare questi caccia bombardieri. Un buon padre di famiglia avrebbe fatto un po’ di conti e avrebbe subito deciso di uscire da un programma militare inutile e che svena le casse pubbliche già indaffarate con un debito pubblico che ha superato i duemila miliardi di euro.
Invece No! Gli F-35 per il sono intoccabili nonostante siano, come si dice a Roma, ‘una sola’. Ho il sospetto che anche dietro questo affare si nasconda corruzione e malaffare. E’ ormai evidente che dietro l’enorme spesa militare italiana si nasconde la mangiatoia di corrotti e corruttori che speculano sulle risorse pubbliche distraendo risorse alle vere priorità del Paese.
Per approfondire:
- F35, per problemi al motore Pentagono sospende tutti i voli (link)
- ‘ F-35 a rischio fulmini ‘ bufera sui caccia che l’ Italia paga 15 miliardi (link)
- Armamenti, la super casta (link)

